I cattivi pensieri, le notti insonni, le lacrime che stanno lì lì pronte per scendere. Tutti abbiamo giorni brutti, giorni in cui qualsiasi cosa ci fa male, ci fa soffrire e ci fa pure sentire soli.

Forse non c’è niente di male nell’avere questi momenti no, soprattutto perchè, davvero, è legittimo sentirsi tristi e pure un po’ depressi per questa vita che non è mai come vorremmo.

Eppure questi momenti devono solo essere dei momenti. Da qualche parte dobbiamo trovare la forza per ritrovare la luce, il sorriso, l’energia. Già, l’energia. Chi ha la sclerosi multipla sa bene che questa benedetta energia spesso svanisce a metà giornata (o anche prima), eppure chissà da dove viene poi quella che ci porta sino a sera, a completare la nostra giornata.

Siamo normalmente portati a confrontarci con tutti gli altri, è giusto, è normale. Non vogliamo sentirci speciali, siamo persone qualsiasi. Ma non dobbiamo negare di avere qualche difficoltà nella gestione della quotidianità, anche se – dovremmo ricordarcelo più spesso – anche tutti gli altri hanno delle difficoltà. Magari non visibili dall’esterno o magari di cui non parleranno mai. Per chi ha la SM è forse più semplice: le difficoltà si vedono, sono tangibili.

Io ogni sera mi rammarico per tutte le cose che non sono riuscita a fare per via della mia stanchezza cronica e della difficoltà di stare in piedi. Ogni giorno faccio delle scelte, escludo delle attività che so che mi rovinerebbero la giornata, cerco di sprecare meno energia possibile e talvolta tutto questo mi pesa. Non vorrei dover scegliere tra pulire il bagno o cucinare una buona cenetta al mio compagno, tra un’uscita con le amiche o la spesa al supermercato. Certe volte mi ritrovo a perdere tempo sui social solo per riposarmi, per ritrovare quell’energia persa e questo ancor di più mi infastidisce, perchè nello stesso tempo avrei potuto fare qualcosa di utile, di più fruttuoso o di più piacevole e questo è davvero frustrante.

Eppure mi rendo conto che chiunque nella propria giornata compie delle scelte, dettate da tante necessità, ma anche dai propri desideri. C’è chi ha bimbi piccoli da crescere e allora deve decidere se trascorrere un’ora col proprio piccolo a giocare o andare in lavanderia; c’è chi ha i genitori anziani e deve scegliere se andare a bersi un caffè in loro compagnia o stirare quella montagna di biancheria; c’è chi si barcamena tra ritmi stressanti di lavoro e il desiderio di cercarsi un fidanzato. Chi vorrebbe dedicarsi ad un hobby e invece deve portare fuori il cane del figlio.

Il nocciolo della questione è che siamo noi a scegliere. Che se pure molte cose della nostra vita non le abbiamo scelte, come avere i capelli castani o i piedi troppo piccoli o avere una malattia, ci sono altri aspetti in cui la nostra voce può e deve farsi sentire.

Alcune scelte fanno male, sono bocconi amari, ma sono pur sempre delle scelte. Avere la possibilità di scegliere credo sia uno dei beni più preziosi che abbiamo. Io mi sento spesso in gabbia quando sento di non avere alternative o forse ancor di più quando capisco di non avere spazio di manovra. È come quando cercate di incastrare l’auto in un parcheggio troppo piccolo e sbagliate manovra. Vi sentite impotenti, come se qualsiasi manovra possiate tentare non uscirete comunque da quella situazione.

Ma come vi siete incastrati nel parcheggio, ne potrete anche uscire. Basta scegliere la manovra giusta, sperare di averla azzeccata e forse pure di perseverare in quella direzione. Bisogna avere pazienza, ecco.

2 pensieri riguardo “Basta scegliere la manovra giusta | di Federica

  1. Sì, Federica…
    Anche se hai dimenticato la cosa più importante: LA FEDE!
    Potresti scoprire che anche la sclerosi multipla, più che una “disgrazia”
    potrebbe rivelarsi un’opportunità insperata: quella di sentirsi finalmente
    FIGLI di un Dio che ti ama sopra ogni cosa e che non permette ai suoi
    figli di vivere delle “sofferenze”, delle croci, se non per un BENE MAGGIORE,
    sperimentabile già qui, ora, il famoso CENTUPLO QUAGGIU’ di evangelica memoria:
    come ci ricordava tempo fa, involontariamente, il famoso imbonitore pubblicitario Guido Angeli,
    quando ci invitava reiteratamente a PROVARE PER CREDERE!
    Dentro un abbraccio a te Federica, a voi tutti operatori nell’assistenza, ma
    soprattutto a tutti noi, presuntamente penalizzati da menomazioni che
    limitano la nostra libertà di movimento, ma che spalancano gli orizzonti
    verso Mete ineguagliabili, sperimentabili se “domandate” ogni giorno.
    Sia davvero BUONO per tutti questo nuovo anno 2020, un anno di
    FEDE, un anno cioè, di VERA LIBERTA’!

    "Mi piace"

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